@kristina.kepler: Я не права. #реки #тренд

KRISTINA KEPLER
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Tuesday 29 September 2026 19:28:57 GMT
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666rs231
саратов :
Тикток издевается над одиночеством
2026-10-07 15:17:17
547
minibro007
M🤝 :
почему такие не снимаются
2026-10-07 15:23:56
1308
niksan1488
Niksan :
почему моя не такая 😔
2026-10-07 16:36:37
51
nobody52_67
nobody :
она буквально
2026-10-07 11:42:12
216
qwelixooi
sassy :
прикольно
2026-09-29 19:33:28
44
fortiii6
$komron$ :
на что типы надеются
2026-10-07 19:43:17
28
saku1a122
𝑆𝑎𝑘𝑢𝑟𝑎🥷 :
что то между 14 и 18
2026-10-08 12:52:30
12
ivan0f3
Обдолбыш)хе-хе) :
мне 16 и я 200
2026-10-08 05:38:32
9
asasin_203
࿖ :
не люблю общественный транспорт лучше пешком
2026-10-07 20:44:16
2
7watycz7
V :
сладость
2026-10-07 15:14:02
4
_bodya_021
_Bodya_ :
Не скучаешь одна ?
2026-10-08 10:19:26
1
sattar_by
S1ar_by :
а ты знакомишься?
2026-10-07 19:12:11
5
smertnik_bba
SMERTNIK :
почему моя не такая
2026-10-08 07:45:45
14
dasrtts
makk1 :
ты во всем права 😍
2026-10-08 10:47:38
2
kvadar4
kvadar :
сколько осациаций с это песнеи
2026-10-07 15:59:59
5
alpha.rs64
164 :
2026-10-07 16:06:50
2
barbos298
GeorgiBarboskin :
Вот где такую найти чтоб 1 в 1
2026-10-07 23:26:08
5
lychiw_animator
kirillisimys :
поставьте пожалуйста лайк на мои видео актива вообще нет пожалуйста пж
2026-10-07 16:16:44
0
maksim.yosipenko
Максимов :
приветик ти крисиваа)
2026-10-08 08:27:53
0
naz343134
Naz343 :
скок лет
2026-10-07 17:04:10
0
usbekische_67
Ёж узбогойся666👿☠️ :
спасибо я одинокое чмо
2026-10-08 13:18:05
3
nobody52_67
nobody :
пасиба, только есть начал и подавился
2026-10-07 11:41:50
3
mr.0rbit22
Mr.Orbit :
если ты зашла авторка то салам
2026-10-07 18:32:45
2
stesha.vz
🍵ℓυиι☽༓ :
Первая
2026-09-29 19:33:09
2
nutalyzbk3k
🇮🇹easel🇬🇧 :
а почему красивые девушки в других городах?
2026-10-07 15:56:05
2
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L’eccidio dei fratelli Govoni (noto anche come parte dell’eccidio di Argelato) è una delle pagine più tragiche e controverse della fase finale della guerra civile italiana, avvenuta dopo la fine ufficiale delle ostilità in Italia (25 aprile 1945). Chi erano La famiglia Govoni era di antico ceppo contadino di Pieve di Cento (provincia di Bologna, al confine con Ferrara). I genitori erano Cesare Govoni e Caterina Gamberini. Avevano otto figli: sei maschi e due femmine. I sette uccisi furono: •  Dino (il primogenito, falegname, sposato, due figli) •  Emo •  Augusto •  Ida (20 anni, sposata da poco, madre di una bambina di due mesi) •  Marino •  Giuseppe •  Primo Solo due di loro (Dino e Marino) avevano risposto alla chiamata obbligatoria della Repubblica Sociale Italiana. Gli altri non risultavano impegnati politicamente. La sorella Maria, trasferitasi dopo il matrimonio, non fu trovata e si salvò.  Cosa accadde La notte tra il 10 e l’11 maggio 1945 (o nelle ore successive), elementi della brigata partigiana garibaldina “Paolo” (formazione comunista) prelevarono i sette fratelli a Pieve di Cento e dintorni. Ida fu sequestrata mentre stava allattando la figlia. Furono portati in una casa colonica vicino ad Argelato, dove vennero sottoposti per ore a torture (bastonate, calci, percosse). Solo uno morì per colpo d’arma da fuoco; gli altri furono massacrati e infine strangolati, in molti casi con filo del telefono. Insieme a loro furono uccise altre dieci persone prelevate a San Giorgio di Piano, portando il totale delle vittime di quella notte a 17. Tre giorni prima (8 maggio) lo stesso gruppo aveva già compiuto un’altra strage di 12 persone nella zona (primo eccidio di Argelato).  I corpi furono sepolti in fosse comuni. Furono ritrovati solo nel febbraio 1951 dai Carabinieri, dopo indagini rese difficili dal clima di omertà e paura. Contesto e conseguenze Si trattò di una vendetta post-bellica (spesso definita “resa dei conti”) in un’area dell’Emilia già segnata da violenze reciproche. Molte delle vittime non risultavano coinvolte in azioni di repressione fascista. Alcuni esecutori furono identificati e processati nel 1953 (condanne all’ergastolo), ma fuggirono in Cecoslovacchia e beneficiarono di amnistie successive. Oggi la vicenda è ricordata soprattutto dalla famiglia (in particolare da Cesare Govoni, figlio di Dino) e da commemorazioni locali, come simbolo delle violenze commesse anche da parte partigiana dopo la Liberazione. È spesso messa a confronto, per simmetria storica, con la strage dei fratelli Cervi.  #Fr#FratelliGovoni#EccidioGovoni
L’eccidio dei fratelli Govoni (noto anche come parte dell’eccidio di Argelato) è una delle pagine più tragiche e controverse della fase finale della guerra civile italiana, avvenuta dopo la fine ufficiale delle ostilità in Italia (25 aprile 1945). Chi erano La famiglia Govoni era di antico ceppo contadino di Pieve di Cento (provincia di Bologna, al confine con Ferrara). I genitori erano Cesare Govoni e Caterina Gamberini. Avevano otto figli: sei maschi e due femmine. I sette uccisi furono: • Dino (il primogenito, falegname, sposato, due figli) • Emo • Augusto • Ida (20 anni, sposata da poco, madre di una bambina di due mesi) • Marino • Giuseppe • Primo Solo due di loro (Dino e Marino) avevano risposto alla chiamata obbligatoria della Repubblica Sociale Italiana. Gli altri non risultavano impegnati politicamente. La sorella Maria, trasferitasi dopo il matrimonio, non fu trovata e si salvò. Cosa accadde La notte tra il 10 e l’11 maggio 1945 (o nelle ore successive), elementi della brigata partigiana garibaldina “Paolo” (formazione comunista) prelevarono i sette fratelli a Pieve di Cento e dintorni. Ida fu sequestrata mentre stava allattando la figlia. Furono portati in una casa colonica vicino ad Argelato, dove vennero sottoposti per ore a torture (bastonate, calci, percosse). Solo uno morì per colpo d’arma da fuoco; gli altri furono massacrati e infine strangolati, in molti casi con filo del telefono. Insieme a loro furono uccise altre dieci persone prelevate a San Giorgio di Piano, portando il totale delle vittime di quella notte a 17. Tre giorni prima (8 maggio) lo stesso gruppo aveva già compiuto un’altra strage di 12 persone nella zona (primo eccidio di Argelato). I corpi furono sepolti in fosse comuni. Furono ritrovati solo nel febbraio 1951 dai Carabinieri, dopo indagini rese difficili dal clima di omertà e paura. Contesto e conseguenze Si trattò di una vendetta post-bellica (spesso definita “resa dei conti”) in un’area dell’Emilia già segnata da violenze reciproche. Molte delle vittime non risultavano coinvolte in azioni di repressione fascista. Alcuni esecutori furono identificati e processati nel 1953 (condanne all’ergastolo), ma fuggirono in Cecoslovacchia e beneficiarono di amnistie successive. Oggi la vicenda è ricordata soprattutto dalla famiglia (in particolare da Cesare Govoni, figlio di Dino) e da commemorazioni locali, come simbolo delle violenze commesse anche da parte partigiana dopo la Liberazione. È spesso messa a confronto, per simmetria storica, con la strage dei fratelli Cervi. #Fr#FratelliGovoni#EccidioGovoni

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