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خواطر العلم والايمان
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Wednesday 30 September 2026 17:04:12 GMT
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user3639821037960
أم عمرو المصرية :
لا إله إلا الله العظيم
2026-09-30 18:44:58
1
user621785452698758
ـ أم هُـمـام🥀. :
2026-09-30 21:28:37
1
user8196601837881
الشيف محمد عزوز🇸🇦🇪🇬 :
[مؤثر][مؤثر][مؤثر]
2026-09-30 18:34:13
1
ommohn
om mohnd :
[عيون بشكل قلب][عيون بشكل قلب][عيون بشكل قلب]
2026-09-30 18:11:11
1
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È stata domata la violenta rivolta scoppiata all’interno del carcere Don Bosco di Pisa nella serata di martedì 30 settembre. La situazione è stata riportata alla calma dalla polizia penitenziaria che è stata supportata nell’operazione dai colleghi di Firenze. In tutto sono state arrestate quattro persone ritenute responsabili di aver  incitato la rivolta. I gravi disordini nella  casa circondariale di Pisa, sono scoppiati nella serata di martedì, intorno alle19, quando alcuni detenuti di un reparto (circa 56 i presenti) hanno preso possesso degli ambienti impedendo l’ingresso della polizia penitenziaria anche mediante il versamento di olio che, oltre a rendere i percorsi scivolosi, è facilmente infiammabile, riprendendo inoltre  alcune scene con smartphone illecitamente posseduti e riversando i video su piattaforme social, in particolare Tik Tok. La diretta social Nel corso della diretta sul social network i detenuti, a viso scoperto e senza evidenti segni di percosse, alternando aggiornamenti in lingua italiana e in lingua albanese, hanno denunciato di essere “stati picchiati con i manganelli” e di avere “il diritto di non essere spiati e di poter parlare liberamente mentre siamo in cella senza avere il timore di essere intercettati”. “Mentre a Napoli Secondigliano si magnificano i risultati ottenuti con l’impiego di jammer che impedirebbero l’utilizzo fraudolento di telefonia cellulare, a Pisa si consumano tumulti in diretta TikTok, paradosso evidente di un sistema penitenziario da riformare profondamente al di là degli slogan”, è intervenuto Gennarino De Fazio, responsabile della Uil Fp Polizia Penitenziaria. “A Pisa oltre 300 reclusi sono stipati in soli 185 posti (+64%), mentre risultano assegnati appena 185 agenti, quando ne servirebbero almeno 347 (-46%), situazione che è a dir poco precaria in condizioni normali, figurarsi quando si innescano disordini diffusi. La polizia penitenziaria con professionalità, sacrificio e senso del dovere, pure con rinforzi inviati da altre sedi della regione e operatori richiamati in servizio, ha contenuto le criticità, ma è evidente che il sistema carcerario nel suo complesso non regga l’urto di 20mila detenuti in esubero (circa 66mila a fronte di poco più di 46.300 posti disponibili) e, per converso, di almeno 20mila agenti mancanti al fabbisogno operativo della polizia penitenziaria”, aggiunge il rappresentante sindacale.
È stata domata la violenta rivolta scoppiata all’interno del carcere Don Bosco di Pisa nella serata di martedì 30 settembre. La situazione è stata riportata alla calma dalla polizia penitenziaria che è stata supportata nell’operazione dai colleghi di Firenze. In tutto sono state arrestate quattro persone ritenute responsabili di aver incitato la rivolta. I gravi disordini nella casa circondariale di Pisa, sono scoppiati nella serata di martedì, intorno alle19, quando alcuni detenuti di un reparto (circa 56 i presenti) hanno preso possesso degli ambienti impedendo l’ingresso della polizia penitenziaria anche mediante il versamento di olio che, oltre a rendere i percorsi scivolosi, è facilmente infiammabile, riprendendo inoltre alcune scene con smartphone illecitamente posseduti e riversando i video su piattaforme social, in particolare Tik Tok. La diretta social Nel corso della diretta sul social network i detenuti, a viso scoperto e senza evidenti segni di percosse, alternando aggiornamenti in lingua italiana e in lingua albanese, hanno denunciato di essere “stati picchiati con i manganelli” e di avere “il diritto di non essere spiati e di poter parlare liberamente mentre siamo in cella senza avere il timore di essere intercettati”. “Mentre a Napoli Secondigliano si magnificano i risultati ottenuti con l’impiego di jammer che impedirebbero l’utilizzo fraudolento di telefonia cellulare, a Pisa si consumano tumulti in diretta TikTok, paradosso evidente di un sistema penitenziario da riformare profondamente al di là degli slogan”, è intervenuto Gennarino De Fazio, responsabile della Uil Fp Polizia Penitenziaria. “A Pisa oltre 300 reclusi sono stipati in soli 185 posti (+64%), mentre risultano assegnati appena 185 agenti, quando ne servirebbero almeno 347 (-46%), situazione che è a dir poco precaria in condizioni normali, figurarsi quando si innescano disordini diffusi. La polizia penitenziaria con professionalità, sacrificio e senso del dovere, pure con rinforzi inviati da altre sedi della regione e operatori richiamati in servizio, ha contenuto le criticità, ma è evidente che il sistema carcerario nel suo complesso non regga l’urto di 20mila detenuti in esubero (circa 66mila a fronte di poco più di 46.300 posti disponibili) e, per converso, di almeno 20mila agenti mancanti al fabbisogno operativo della polizia penitenziaria”, aggiunge il rappresentante sindacale.

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