@ballaranigianluigi: 🚨 GIORGIA MELONI REGISTRA LA SUA VOCE CONTRO I DEEPFAKE AI “Io sono Giorgia Meloni.” Sono quattro secondi di audio. E sono anche i quattro secondi che la presidente del Consiglio ha scelto per chiedere la registrazione della propria voce come marchio sonoro europeo. La domanda è stata depositata presso l’ufficio dell’Unione Europea che si occupa dei marchi ed è ancora in esame. L’obiettivo è aggiungere una tutela contro un problema destinato a diventare sempre più serio: clonazione vocale e deepfake generati dall’intelligenza artificiale. Ma attenzione: Meloni non ha “brevettato la propria voce” e non significa che da domani sia illegale imitarla. Un marchio sonoro protegge uno specifico segno distintivo per determinate categorie di utilizzo. Se approvato, quindi, potrebbe diventare uno strumento legale in più, non uno scudo universale contro qualsiasi deepfake. E non è nemmeno la prima: in Italia si sono già mossi in questa direzione anche Luca Ward e Giusy Ferreri. La parte interessante, però, va oltre Meloni. Per gran parte della storia, vedere una persona in un video o sentirne la voce era una forma di prova. L’AI sta rompendo questa equivalenza. Avere la tua faccia. Avere la tua voce. Dire esattamente ciò che diresti tu. Potrebbe non significare più essere te. Ed è possibile che nei prossimi anni il problema non sarà soltanto riconoscere ciò che è falso. Sarà dimostrare ciò che è vero.