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2026-10-08 21:50:19
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Ci sono momenti in cui non voglio parlare. Non voglio spiegare quello che sento, non voglio trovare le parole giuste, non voglio nemmeno essere ascoltata. Ci sono momenti in cui le parole sembrano aver perso completamente il loro significato. Le pronuncio nella mia testa, le giro e le rigiro, ma nessuna riesce a raccontare davvero quello che succede dentro di me. Sono quei momenti in cui sento tutto. Le mie mancanze. Le mie paure. Le cose che ho perso. Quelle che avrei voluto avere. Le persone che mi mancano e quelle che, invece, mi hanno lasciato qualcosa che ancora oggi fa male. E poi ci sono le paure per il futuro. Quelle che arrivano quando cala la sera e la mente diventa troppo rumorosa. Penso ai giorni che verranno e, a volte, mi sembrano troppo grandi per me. Mi chiedo se avrò la forza di affrontarli, se riuscirò ancora a sorridere, se riuscirò a fingere di stare bene quando dentro sentirò di nuovo quel peso che non so spiegare. Ci sono momenti in cui mi sento sola. Ma non è quella solitudine che si vede. È una solitudine strana. Una di quelle che puoi avere anche quando hai persone intorno. Puoi essere in mezzo alla gente, sentire voci, risate, telefoni che squillano, qualcuno che ti parla… e dentro sentirti comunque lontanissima da tutto. È una solitudine che scava. Piano. In silenzio. Scava e non sai nemmeno dove voglia arrivare. Si infila dappertutto. In ogni pensiero. In ogni ricordo. In ogni spiffero dell’anima. In ogni piccola crepa del cuore. E più cerchi di mandarla via, più sembra trovare un posto dove nascondersi. Per questo, quando mi vedi così, non chiedermi cosa ho. Non perché non mi fidi di te. Ma perché forse non lo so nemmeno io. Non chiedermi di spiegarti. Non cercare una causa. Non provare a mettere ordine nel mio caos. Non dirmi che passerà. Non dirmi che devo essere forte. Non dirmi che ci sono persone che stanno peggio. In quel momento non ho bisogno di una soluzione. Non ho bisogno di qualcuno che aggiusti quello che sento. E soprattutto non ho bisogno di sentirmi sbagliata perché non riesco a stare bene. A volte ho solo bisogno di esistere così come sono. Anche triste. Anche confusa. Anche stanca. Anche in silenzio. Quindi, se mi trovi in uno di quei momenti, non fare domande. Non cercare di farmi ragionare. Non provare a tirarmi fuori a forza da quel buio. Siediti semplicemente accanto a me. Resta. Anche senza parlare. Perché forse non riuscirò a dirti cosa mi sta succedendo, ma sentirò che non sono sola. E forse è proprio questo che mi serve. Non qualcuno che sappia cosa dire. Ma qualcuno che abbia abbastanza amore da non andarsene quando io non riesco più a parlare. Qualcuno che sappia stare nel mio silenzio senza averne paura. Qualcuno che non si senta rifiutato perché non riesco ad abbracciarlo. Qualcuno che non interpreti la mia distanza come mancanza d’amore. Perché a volte allontanarsi non significa voler perdere qualcuno. A volte significa solo cercare di non perdersi completamente. E se in quei momenti mi vedrai con gli occhi spenti, la voce bassa e il cuore chiuso, non pensare che non mi importi. Dentro di me potrebbe esserci una guerra che nessuno vede. E magari sto facendo tutto quello che posso per non crollare. Quindi non chiedermi di sorridere. Non chiedermi di essere forte. Non chiedermi di spiegare l’inspiegabile. Resta soltanto. Prendimi la mano, se puoi. E se non riesco a stringerla, non lasciarla. Perché magari domani tornerò a parlare. Magari tornerò a sorridere. Magari riuscirò persino a raccontarti tutto. Ma questa sera no. Questa sera lasciami essere fragile. Lasciami stare in silenzio. Lasciami attraversare questo momento senza sentirmi in colpa. E soprattutto… non andartene solo perché oggi non so come chiederti di restare. Perché forse è proprio nei giorni in cui non riesco a dire niente che avrei più bisogno di sentire qualcuno dire: “Non devi spiegarmi nulla. Io resto qui.”
Ci sono momenti in cui non voglio parlare. Non voglio spiegare quello che sento, non voglio trovare le parole giuste, non voglio nemmeno essere ascoltata. Ci sono momenti in cui le parole sembrano aver perso completamente il loro significato. Le pronuncio nella mia testa, le giro e le rigiro, ma nessuna riesce a raccontare davvero quello che succede dentro di me. Sono quei momenti in cui sento tutto. Le mie mancanze. Le mie paure. Le cose che ho perso. Quelle che avrei voluto avere. Le persone che mi mancano e quelle che, invece, mi hanno lasciato qualcosa che ancora oggi fa male. E poi ci sono le paure per il futuro. Quelle che arrivano quando cala la sera e la mente diventa troppo rumorosa. Penso ai giorni che verranno e, a volte, mi sembrano troppo grandi per me. Mi chiedo se avrò la forza di affrontarli, se riuscirò ancora a sorridere, se riuscirò a fingere di stare bene quando dentro sentirò di nuovo quel peso che non so spiegare. Ci sono momenti in cui mi sento sola. Ma non è quella solitudine che si vede. È una solitudine strana. Una di quelle che puoi avere anche quando hai persone intorno. Puoi essere in mezzo alla gente, sentire voci, risate, telefoni che squillano, qualcuno che ti parla… e dentro sentirti comunque lontanissima da tutto. È una solitudine che scava. Piano. In silenzio. Scava e non sai nemmeno dove voglia arrivare. Si infila dappertutto. In ogni pensiero. In ogni ricordo. In ogni spiffero dell’anima. In ogni piccola crepa del cuore. E più cerchi di mandarla via, più sembra trovare un posto dove nascondersi. Per questo, quando mi vedi così, non chiedermi cosa ho. Non perché non mi fidi di te. Ma perché forse non lo so nemmeno io. Non chiedermi di spiegarti. Non cercare una causa. Non provare a mettere ordine nel mio caos. Non dirmi che passerà. Non dirmi che devo essere forte. Non dirmi che ci sono persone che stanno peggio. In quel momento non ho bisogno di una soluzione. Non ho bisogno di qualcuno che aggiusti quello che sento. E soprattutto non ho bisogno di sentirmi sbagliata perché non riesco a stare bene. A volte ho solo bisogno di esistere così come sono. Anche triste. Anche confusa. Anche stanca. Anche in silenzio. Quindi, se mi trovi in uno di quei momenti, non fare domande. Non cercare di farmi ragionare. Non provare a tirarmi fuori a forza da quel buio. Siediti semplicemente accanto a me. Resta. Anche senza parlare. Perché forse non riuscirò a dirti cosa mi sta succedendo, ma sentirò che non sono sola. E forse è proprio questo che mi serve. Non qualcuno che sappia cosa dire. Ma qualcuno che abbia abbastanza amore da non andarsene quando io non riesco più a parlare. Qualcuno che sappia stare nel mio silenzio senza averne paura. Qualcuno che non si senta rifiutato perché non riesco ad abbracciarlo. Qualcuno che non interpreti la mia distanza come mancanza d’amore. Perché a volte allontanarsi non significa voler perdere qualcuno. A volte significa solo cercare di non perdersi completamente. E se in quei momenti mi vedrai con gli occhi spenti, la voce bassa e il cuore chiuso, non pensare che non mi importi. Dentro di me potrebbe esserci una guerra che nessuno vede. E magari sto facendo tutto quello che posso per non crollare. Quindi non chiedermi di sorridere. Non chiedermi di essere forte. Non chiedermi di spiegare l’inspiegabile. Resta soltanto. Prendimi la mano, se puoi. E se non riesco a stringerla, non lasciarla. Perché magari domani tornerò a parlare. Magari tornerò a sorridere. Magari riuscirò persino a raccontarti tutto. Ma questa sera no. Questa sera lasciami essere fragile. Lasciami stare in silenzio. Lasciami attraversare questo momento senza sentirmi in colpa. E soprattutto… non andartene solo perché oggi non so come chiederti di restare. Perché forse è proprio nei giorni in cui non riesco a dire niente che avrei più bisogno di sentire qualcuno dire: “Non devi spiegarmi nulla. Io resto qui.”

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