@jaafar.official1: وكيل ذكاء اصطناعي من Google يحصل على بريد وحساب عمل خاص به داخل الشركة أعلنت Google عن Gemini agent في حدث Gemini at Work 2026. يقدر يشتغل كزميل في الفريق، له بريد وتقويم ومساحة Drive، وتكلّفه بالمهام من Google Chat أو من تعليق في مستند، ويكمل الشغل لساعات أو أيام. وكل إجراء ينفذه ينحفظ باسمه في سجل التدقيق. #ذكاء_اصطناعي #وكلاء_الذكاء_الاصطناعي #GeminiAgent #Gemini #GoogleWorkspace

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Friday 09 October 2026 09:24:16 GMT
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hasnadamerdji
hassouna :
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2026-10-09 12:15:57
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Durante il corteo studentesco di Parigi di martedì 6 ottobre, Bally Bagayoko, sindaco di Saint-Denis e esponente del partito di sinistra La France Insoumise, si è spostato tra gli studenti e le forze dell’ordine, cercando di impedire che la situazione degenerasse. «Quello che vedo sono persone che camminano pacificamente per rivendicare i propri diritti. E quello che sta succedendo è che gli mandiamo la polizia. Fermatevi», ha detto agli agenti, chiedendo una de-escalation e contestando l’uso della forza contro i manifestanti. La scena è stata ripresa e rilanciata sui social. Bagayoko non era però un osservatore esterno alla mobilitazione. Il sindaco di Saint-Denis aveva già partecipato nei giorni scorsi ai blocchi davanti al liceo Paul-Éluard, uno degli istituti da cui è partita la protesta. Il suo sostegno al movimento studentesco lo ha portato anche al centro dello scontro politico: il governo e alcuni esponenti della maggioranza accusano La France Insoumise di alimentare le proteste, mentre il partito rivendica il diritto degli studenti a manifestare. Ieri anche il leader Jean-Luc Mélenchon è apparso al corteo e ha sfilato insieme agli studenti. Secondo il ministero dell’Interno, il 6 ottobre hanno manifestato in Francia circa 256mila persone, 56mila delle quali a Parigi; gli organizzatori parlano invece di 450mila partecipanti a livello nazionale. In diverse città ci sono stati scontri, con lanci di oggetti e fuochi d’artificio da parte di alcuni manifestanti e l’uso di lacrimogeni e cannoni ad acqua da parte della polizia. Sono state 488 le persone fermate nella giornata. Il confronto sulla gestione dell’ordine pubblico è ormai diventato uno dei temi centrali della protesta. Amnesty International ha chiesto alle autorità francesi di proteggere il diritto di manifestare pacificamente e ha espresso preoccupazione per l’uso di lacrimogeni, manganelli e proiettili di gomma contro giovani e minorenni. Il governo, al contrario, sostiene che alle forze dell’ordine siano state impartite precise istruzioni sulla proporzionalità degli interventi. #esteri #francia #parigi
Durante il corteo studentesco di Parigi di martedì 6 ottobre, Bally Bagayoko, sindaco di Saint-Denis e esponente del partito di sinistra La France Insoumise, si è spostato tra gli studenti e le forze dell’ordine, cercando di impedire che la situazione degenerasse. «Quello che vedo sono persone che camminano pacificamente per rivendicare i propri diritti. E quello che sta succedendo è che gli mandiamo la polizia. Fermatevi», ha detto agli agenti, chiedendo una de-escalation e contestando l’uso della forza contro i manifestanti. La scena è stata ripresa e rilanciata sui social. Bagayoko non era però un osservatore esterno alla mobilitazione. Il sindaco di Saint-Denis aveva già partecipato nei giorni scorsi ai blocchi davanti al liceo Paul-Éluard, uno degli istituti da cui è partita la protesta. Il suo sostegno al movimento studentesco lo ha portato anche al centro dello scontro politico: il governo e alcuni esponenti della maggioranza accusano La France Insoumise di alimentare le proteste, mentre il partito rivendica il diritto degli studenti a manifestare. Ieri anche il leader Jean-Luc Mélenchon è apparso al corteo e ha sfilato insieme agli studenti. Secondo il ministero dell’Interno, il 6 ottobre hanno manifestato in Francia circa 256mila persone, 56mila delle quali a Parigi; gli organizzatori parlano invece di 450mila partecipanti a livello nazionale. In diverse città ci sono stati scontri, con lanci di oggetti e fuochi d’artificio da parte di alcuni manifestanti e l’uso di lacrimogeni e cannoni ad acqua da parte della polizia. Sono state 488 le persone fermate nella giornata. Il confronto sulla gestione dell’ordine pubblico è ormai diventato uno dei temi centrali della protesta. Amnesty International ha chiesto alle autorità francesi di proteggere il diritto di manifestare pacificamente e ha espresso preoccupazione per l’uso di lacrimogeni, manganelli e proiettili di gomma contro giovani e minorenni. Il governo, al contrario, sostiene che alle forze dell’ordine siano state impartite precise istruzioni sulla proporzionalità degli interventi. #esteri #francia #parigi

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