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mwpxi
BY :
il manque le cable management...
2026-10-10 19:07:53
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lancineoulare8
lancineoulare8 :
🥰
2026-10-10 10:14:04
0
alimaknerjv
ali maina :
😍😍😍
2026-10-10 18:58:50
0
dem6634t
demba Liy :
👍👍👍
2026-10-10 12:44:39
0
hamidoua18
hamidoua18 :
♥️♥️♥️
2026-10-10 09:23:13
0
ali.boundi
Ali Boundi :
❤️❤️❤️
2026-10-10 07:45:03
0
marysissoko515
ma✍️y :
🥰🥰🥰
2026-10-11 15:45:32
0
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OpenAI Dots, Grok Bot e Meta Muse: dalle chatbot agli agenti AI personali Prima Grok Bot di Elon Musk. Poi Muse di Meta. Ora i Dots di OpenAI, presentati al DevDay del 29 settembre 2026. E sì: tra “Bots” e “Dots” cambia una lettera. Anche gli avatar si somigliano. Il meme su Sam che copia Elon viene quasi da solo. Ma la somiglianza non dimostra che un prodotto sia stato copiato. Il cambiamento più interessante è quello che questi strumenti promettono di fare. Finora aprivi una chat, scrivevi una domanda e aspettavi una risposta. Con questi agenti puoi affidare un lavoro che prosegue anche quando chiudi l’app: seguire un progetto, usare le applicazioni collegate, preparare materiali e tornare da te quando serve una decisione. OpenAI racconta un episodio concreto: un tester aveva dimenticato di fatturare un lavoro. Il suo Dot se n’è accorto, ha preparato la fattura e l’ha inviata dopo la sua approvazione. L’utente non aveva chiesto di scriverla. L’agente aveva trovato qualcosa che gli era sfuggito. Naturalmente ci sono permessi, limiti e controlli. Nei Dots, la ricerca proattiva usa strumenti di sola lettura: non può autonomamente inviare messaggi o modificare le applicazioni. Le azioni successive seguono le autorizzazioni previste. Gli agenti AI esistevano già. Nel 2026, le grandi aziende stanno cercando di renderli un’abitudine quotidiana. E qui la competizione diventa personale: più lavoro affidi a un agente, più accumula contesto sui tuoi progetti e su come vuoi che vengano svolti. Cambiare assistente potrebbe diventare molto più impegnativo che scaricare un’altra app. Tu a chi affideresti il tuo lavoro: OpenAI, Meta o Grok? #OpenAI #ChatGPT #IntelligenzaArtificiale #AgentiAI #Grok Meta
OpenAI Dots, Grok Bot e Meta Muse: dalle chatbot agli agenti AI personali Prima Grok Bot di Elon Musk. Poi Muse di Meta. Ora i Dots di OpenAI, presentati al DevDay del 29 settembre 2026. E sì: tra “Bots” e “Dots” cambia una lettera. Anche gli avatar si somigliano. Il meme su Sam che copia Elon viene quasi da solo. Ma la somiglianza non dimostra che un prodotto sia stato copiato. Il cambiamento più interessante è quello che questi strumenti promettono di fare. Finora aprivi una chat, scrivevi una domanda e aspettavi una risposta. Con questi agenti puoi affidare un lavoro che prosegue anche quando chiudi l’app: seguire un progetto, usare le applicazioni collegate, preparare materiali e tornare da te quando serve una decisione. OpenAI racconta un episodio concreto: un tester aveva dimenticato di fatturare un lavoro. Il suo Dot se n’è accorto, ha preparato la fattura e l’ha inviata dopo la sua approvazione. L’utente non aveva chiesto di scriverla. L’agente aveva trovato qualcosa che gli era sfuggito. Naturalmente ci sono permessi, limiti e controlli. Nei Dots, la ricerca proattiva usa strumenti di sola lettura: non può autonomamente inviare messaggi o modificare le applicazioni. Le azioni successive seguono le autorizzazioni previste. Gli agenti AI esistevano già. Nel 2026, le grandi aziende stanno cercando di renderli un’abitudine quotidiana. E qui la competizione diventa personale: più lavoro affidi a un agente, più accumula contesto sui tuoi progetti e su come vuoi che vengano svolti. Cambiare assistente potrebbe diventare molto più impegnativo che scaricare un’altra app. Tu a chi affideresti il tuo lavoro: OpenAI, Meta o Grok? #OpenAI #ChatGPT #IntelligenzaArtificiale #AgentiAI #Grok Meta

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