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L'hanno anticipata e fatta desiderare un po’ a tutti. E alla fine eccola qua. L’Alfa Romeo Cuorerosso ruba tutti i riflettori del Salone di Parigi 2026 per sé e sfoggia, in tutta la sua grazia, i tratti che vedremo sulle prossime Alfa Romeo. La prima notizia? Non è un SUV né un crossover, e nemmeno una sportiva estrema. È un’auto concreta, che per certi versi potrebbe richiamare al “nuovo corso” che aveva già intrapreso la Giulia una decina d’anni fa. La seconda? Non è elettrica. Dopo la marcia indietro su Stelvio e Giulia, presentarla a batteria non avrebbe avuto senso. È pensata per essere multi-energy ma, dai modelli Quadrifoglio attuali, la Cuorerosso prende in prestito il 2.9 V6, alzandone la potenza aggiungendo un’elettrificazione che potrebbe essere di tipo full hybrid e portare la trazione integrale. Chiariamolo subito, si tratta di un concept, un manifesto di intenti che ha un obiettivo preciso: provare a raccontare come potrebbe cambiare il design del Biscione nei prossimi anni, senza perdere quei tratti che lo hanno reso riconoscibile. Eppure, attenzione, non è un esercizio di stile ma un vero laboratorio nel quale vengono messe insieme proporzioni, soluzioni aerodinamiche, materiali, tecnologie e una nuova interpretazione del rapporto tra guidatore e automobile. Alcuni degli elementi introdotti sulla Cuorerosso, infatti, sono stati brevettati e sappiamo già essere destinati ad arrivare sui prossimi modelli. Continua su Motor1.com Italia #motor1
L'hanno anticipata e fatta desiderare un po’ a tutti. E alla fine eccola qua. L’Alfa Romeo Cuorerosso ruba tutti i riflettori del Salone di Parigi 2026 per sé e sfoggia, in tutta la sua grazia, i tratti che vedremo sulle prossime Alfa Romeo. La prima notizia? Non è un SUV né un crossover, e nemmeno una sportiva estrema. È un’auto concreta, che per certi versi potrebbe richiamare al “nuovo corso” che aveva già intrapreso la Giulia una decina d’anni fa. La seconda? Non è elettrica. Dopo la marcia indietro su Stelvio e Giulia, presentarla a batteria non avrebbe avuto senso. È pensata per essere multi-energy ma, dai modelli Quadrifoglio attuali, la Cuorerosso prende in prestito il 2.9 V6, alzandone la potenza aggiungendo un’elettrificazione che potrebbe essere di tipo full hybrid e portare la trazione integrale. Chiariamolo subito, si tratta di un concept, un manifesto di intenti che ha un obiettivo preciso: provare a raccontare come potrebbe cambiare il design del Biscione nei prossimi anni, senza perdere quei tratti che lo hanno reso riconoscibile. Eppure, attenzione, non è un esercizio di stile ma un vero laboratorio nel quale vengono messe insieme proporzioni, soluzioni aerodinamiche, materiali, tecnologie e una nuova interpretazione del rapporto tra guidatore e automobile. Alcuni degli elementi introdotti sulla Cuorerosso, infatti, sono stati brevettati e sappiamo già essere destinati ad arrivare sui prossimi modelli. Continua su Motor1.com Italia #motor1

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