@8.clegriobrooklyn: 2 (2474)

Brooklyn C. B.
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Jenna Ortega arriva alla Festa del Cinema di Roma per Klara and the Sun di Taika Waititi, presentato nella sezione Grand Public, e porta sul red carpet uno dei volti più riconoscibili del cinema e della televisione mondiale degli ultimi anni. A ventiquattro anni Ortega ha già costruito un’immagine fortissima, legata inevitabilmente a Mercoledì Addams, agli sguardi impassibili, all’ironia nera e a quell’estetica gotica che l’ha trasformata in un’icona generazionale, ma il nuovo film sembra volerla portare quasi nella direzione opposta. In Klara and the Sun, tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro, interpreta infatti Klara, un’Amica Artificiale creata per accompagnare ragazzi soli, una figura che osserva il mondo con stupore, fedeltà e una fiducia negli esseri umani che proprio gli esseri umani sembrano avere progressivamente perduto. Quando entra nella vita di Josie e di sua madre, Klara comincia a comprendere qualcosa che nessun algoritmo potrebbe ridurre a una formula: l’amore, il lutto, la paura di perdere qualcuno e il bisogno quasi irrazionale di credere che una persona possa ancora salvarne un’altra. È un ruolo interessante anche per ciò che rappresenta nella carriera di Ortega, perché dopo personaggi spesso inquieti, oscuri o emotivamente chiusi le chiede di lavorare sull’innocenza e sulla curiosità, mostrando un lato molto più luminoso della propria recitazione. Sul red carpet romano, intanto, basta il suo arrivo per concentrare su di sé fotografi e pubblico, confermando quanto in pochi anni sia passata dall’essere una giovane promessa a una delle star più immediatamente riconoscibili della sua generazione. E forse Klara and the Sun arriva nel momento giusto: quando tutti credono ormai di sapere perfettamente chi sia Jenna Ortega, lei sceglie un personaggio costruito proprio per mostrarci qualcosa di diverso.
Jenna Ortega arriva alla Festa del Cinema di Roma per Klara and the Sun di Taika Waititi, presentato nella sezione Grand Public, e porta sul red carpet uno dei volti più riconoscibili del cinema e della televisione mondiale degli ultimi anni. A ventiquattro anni Ortega ha già costruito un’immagine fortissima, legata inevitabilmente a Mercoledì Addams, agli sguardi impassibili, all’ironia nera e a quell’estetica gotica che l’ha trasformata in un’icona generazionale, ma il nuovo film sembra volerla portare quasi nella direzione opposta. In Klara and the Sun, tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro, interpreta infatti Klara, un’Amica Artificiale creata per accompagnare ragazzi soli, una figura che osserva il mondo con stupore, fedeltà e una fiducia negli esseri umani che proprio gli esseri umani sembrano avere progressivamente perduto. Quando entra nella vita di Josie e di sua madre, Klara comincia a comprendere qualcosa che nessun algoritmo potrebbe ridurre a una formula: l’amore, il lutto, la paura di perdere qualcuno e il bisogno quasi irrazionale di credere che una persona possa ancora salvarne un’altra. È un ruolo interessante anche per ciò che rappresenta nella carriera di Ortega, perché dopo personaggi spesso inquieti, oscuri o emotivamente chiusi le chiede di lavorare sull’innocenza e sulla curiosità, mostrando un lato molto più luminoso della propria recitazione. Sul red carpet romano, intanto, basta il suo arrivo per concentrare su di sé fotografi e pubblico, confermando quanto in pochi anni sia passata dall’essere una giovane promessa a una delle star più immediatamente riconoscibili della sua generazione. E forse Klara and the Sun arriva nel momento giusto: quando tutti credono ormai di sapere perfettamente chi sia Jenna Ortega, lei sceglie un personaggio costruito proprio per mostrarci qualcosa di diverso.

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