@vp.days: Oggi si parla troppo poco di Jimmy Fontana. Eppure negli anni Sessanta era uno dei protagonisti più amati della musica italiana. Nel 1968 portò al Cantagiro una canzone che sarebbe diventata uno dei suoi più grandi successi. Si intitolava La nostra favola. Ma quella canzone non era nata in Italia. E soprattutto non raccontava la stessa storia. La melodia era quella di Delilah. Un successo di Tom Jones uscito proprio quell’anno. Nella versione inglese si raccontava una storia drammatica. Un uomo scopre il tradimento della donna che ama. Accecato dalla gelosia arriva a ucciderla. Una storia di amore, tradimento e disperazione. Ma quando quella melodia arrivò in Italia successe qualcosa di particolare. Paolo Dossena scrisse un testo completamente diverso. E quella che era una tragedia diventò una favola d’amore. Niente più gelosia. Niente più tradimenti. Niente più violenza. Soltanto due innamorati che non hanno grandi ricchezze. Vivono in una casa modesta. Ma lui immagina di trasformarla in un castello. E promette alla donna che ama di farla sentire una regina. Non perché possa offrirle un mondo di ricchezze. Ma perché ai suoi occhi lei è già la cosa più preziosa che possiede. Ed è forse questa la differenza più bella tra le due versioni. La stessa melodia raccontava due modi completamente diversi di vivere l’amore. Da una parte un sentimento che diventa possesso e distruzione. Dall’altra un amore che non ha bisogno di ricchezze per immaginare un futuro insieme. Jimmy Fontana con La nostra favola conquistò il pubblico italiano. E a quasi sessant’anni di distanza conserva ancora tutta la sua dolcezza. Forse perché le favole più belle non hanno bisogno di castelli veri. Bastano due persone che sappiano immaginarli insieme. E viverle. #JimmyFontana #LaNostraFavola #musicaitaliana #canzonidamore #anni60