@khamphaquanhta.9: Tại sao tàu khổng lồ lại lao thẳng lên bờ cát #kienthuc #khampha

Khám Phá Quanh Ta
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trnvinh7895
trnvinh7895 :
bạn cho VN
2026-10-19 00:40:59
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user8565514016116
user8565514016116 :
😂😂😂
2026-10-19 03:10:31
0
user212082426998
user212082426998 :
[Cười chảy nước mắt][Cười chảy nước mắt][Cười chảy nước mắt]
2026-10-19 06:40:22
0
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Sette anni dopo la grande rivolta che aveva fatto tremare Emmanuel Macron, quel che resta del movimento dei gilet gialli torna nelle piazze francesi, provando a saldarsi con la mobilitazione degli studenti. Il collante questa volta è il caro vita tra inflazione dei generi alimentari e impennata dei carburanti, ma anche scuole degradate e servizi pubblici in difficoltà. L’appuntamento del 17 ottobre ha cominciato a girare in rete da giorni, senza una vera regia nazionale e con centinaia di iniziative sparse per tutta la Francia. Le autorità francesi, temendo l’ala più radicale in piazza, hanno vietato diverse richieste di cortei e alla fine la manifestazione principale era prevista a Parigi dove gli scontri sono cominciati ancora prima della partenza in place de la République. La polizia ha usato lacrimogeni e cannoni ad acqua contro gruppi di manifestanti, tra cui diversi black bloc che sparavano mortai d’artificio. Poco dopo, nello stesso quartiere, un’automobile è stata incendiata tra gli applausi di una parte della folla. Il centro della capitale è stato blindato, con numerose stazioni della metropolitana chiuse e divieti di manifestare intorno all’Eliseo, a Matignon, sugli Champs-Élysées e all’Arco di Trionfo. Il bilancio, ancora provvisorio, è già pesante. A metà giornata il ministero dell’Interno contava 140 azioni e 32.800 manifestanti nella sola provincia, mentre erano 166 le persone fermate in tutta la Francia. In piazza si sono dati appuntamento vecchi gilet gialli, studenti, liceali, sindacalisti della Cgt, anche se i sindacati non hanno aderito alla giornata, ma anche militanti ecologisti, pensionati, agricoltori. Più che un movimento organizzato, è una costellazione di proteste nate soprattutto sui social, dove da settimane circola la parola d’ordine della
Sette anni dopo la grande rivolta che aveva fatto tremare Emmanuel Macron, quel che resta del movimento dei gilet gialli torna nelle piazze francesi, provando a saldarsi con la mobilitazione degli studenti. Il collante questa volta è il caro vita tra inflazione dei generi alimentari e impennata dei carburanti, ma anche scuole degradate e servizi pubblici in difficoltà. L’appuntamento del 17 ottobre ha cominciato a girare in rete da giorni, senza una vera regia nazionale e con centinaia di iniziative sparse per tutta la Francia. Le autorità francesi, temendo l’ala più radicale in piazza, hanno vietato diverse richieste di cortei e alla fine la manifestazione principale era prevista a Parigi dove gli scontri sono cominciati ancora prima della partenza in place de la République. La polizia ha usato lacrimogeni e cannoni ad acqua contro gruppi di manifestanti, tra cui diversi black bloc che sparavano mortai d’artificio. Poco dopo, nello stesso quartiere, un’automobile è stata incendiata tra gli applausi di una parte della folla. Il centro della capitale è stato blindato, con numerose stazioni della metropolitana chiuse e divieti di manifestare intorno all’Eliseo, a Matignon, sugli Champs-Élysées e all’Arco di Trionfo. Il bilancio, ancora provvisorio, è già pesante. A metà giornata il ministero dell’Interno contava 140 azioni e 32.800 manifestanti nella sola provincia, mentre erano 166 le persone fermate in tutta la Francia. In piazza si sono dati appuntamento vecchi gilet gialli, studenti, liceali, sindacalisti della Cgt, anche se i sindacati non hanno aderito alla giornata, ma anche militanti ecologisti, pensionati, agricoltori. Più che un movimento organizzato, è una costellazione di proteste nate soprattutto sui social, dove da settimane circola la parola d’ordine della "convergenza delle rabbie". L'articolo di Anais Ginori su Repubblica

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