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@huyenntaphoa98:
Huyềnn Tạp Hoá
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Region: VN
Monday 19 October 2026 11:58:33 GMT
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Doveva essere “una manifestazione pacifica e apartitica” per protestare contro il caro-benzina, gli stipendi bassi, la scuola a pezzi, le liste d’attesa infinite della sanità. Le organizzatrici della versione bolognese di Italia in Piazza — Samanta Uswatta, 21 anni, e Mariam, 17 anni — lo avevano scritto in tutti i modi sui social. Solo che poi è finita in guerriglia. Samanta spiega che a organizzare la piazza di Bologna erano in quattro, “tre ragazze e un ragazzo”. Che hanno provato fino all’ultimo a tenere buona la piazza. Le organizzatrici si sono dissociate dai disordini, ma hanno anche accusato la polizia di non averle protette. “La questura ci ha chiamato dicendo che si erano infiltrati dei gruppi di studenti violenti e dovevano monitorare la situazione - spiega Samanta - Ci hanno fatto firmare un foglio, obbligandoci a fare un sit-it e dicendoci che se la situazione era tranquilla potevamo fare un corteo, altrimenti dovevamo stare fermi lì. Alle 15,30 alla fine siamo partiti, perché sembrava tutto ok”. Solo che tranquillo non lo è stato affatto. “Ci siamo messe in mezzo a questi violenti - prosegue - per cercare di difendere sia i partecipanti che la città. La polizia non faceva niente”. Su Repubblica Bologna l’articolo di Caterina Giusberti #rep Foto Gianluca Perticoni / Eikon
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