Fede🤍 :
Al momento sto frequentando la magistrale di questo percorso e tra i vari professori che ho avuto c’è stata una docente, psicologa, che durante il suo corso ha affermato con estrema convinzione che la psicologia è politica e che gli psicologi non possano né debbano essere ciechi difronte alle tematiche dibattute nel contesto geopolitico. Oltre ciò, essendo anche presidente o comunque membro della commissione per l’abilitazione, ha dichiarato apertamente che se avesse avuto di fronte a sé una persona di destra non l’avrebbe mai abilitata, e che l’avrebbe reputata una persona orribile. Questo lo scrivo per dire che sono molto d’accordo col tuo discorso. C’è veramente tanto bisogno di lasciar spazio a pensieri diversi, che non rappresentano il male assoluto, ma altre prospettive con cui poter esercitare questa professione con correttezza, professionalità, spinti dal voler aiutare l’altro, indipendentemente (in teoria) dall’orientamento politico, sessuale, ecc ecc. Negli ultimi anni noto un limite che si è fatto sempre più marcato, si sbandiera il concetto di “accettare la diversità”, ma si escludono, non si accettano persone che la pensano diversamente sul piano politico. Ti ringrazio per aver introdotto questo tema e aperto un dibattito che da tanto tempo ho sperato che qualcuno tirasse fuori
2026-10-25 20:51:54