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102llli
murta :
Ну ладно
2026-10-30 16:42:40
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wuxratvcc07
Nenapishupozje :
эплавоса огайни❤️
2026-10-30 16:27:20
1
_dovud722_
d7 :
2026-10-30 15:03:51
1
ssssss001.8
user.001 :
Хаа
2026-10-30 17:17:29
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ruzzzimurodovvv
notyour🦇 :
бекха однолюб 😍🔥
2026-10-30 14:19:24
1
nezabivayemiy_1
nezabivayemiy.1 :
2026-10-30 15:31:26
1
waxaexe
waxazdes :
2026-10-30 14:25:56
1
perezvanupozhe_7
07 :
бехрузчик♥️♥️♥️
2026-10-30 14:19:31
0
asadbeeaa
￴￴￴￴ ￴￴￴ :
2026-10-30 14:13:08
1
akbarovsn_
akbarovsn_ :
2026-10-30 17:33:46
0
wuxratvcc07
Nenapishupozje :
2026-10-30 16:27:27
1
102llli
murta :
2026-10-30 14:49:24
1
perezvanupozhe_7
07 :
2026-10-30 14:19:10
1
perezvanupozhe_7
07 :
2026-10-30 14:20:21
1
102llli
murta :
2026-10-30 14:49:29
0
ibragimvvf
070 :
2026-10-30 14:53:26
0
azizabdkh_571
fx.aza :
[Огонек]
2026-10-30 15:19:08
1
nemativ
nemativ :
🥰🥰🥰
2026-10-30 16:13:05
1
wuxratvcc07
Nenapishupozje :
😘😘😘
2026-10-30 16:27:29
1
nezabivayemiy_1
nezabivayemiy.1 :
🔥🥰
2026-10-30 15:31:23
1
khalimovvv_070
𝟎𝟕𝟎. :
🔥
2026-10-30 15:45:15
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a705u
u7maaar :
🥰🥰
2026-10-30 14:51:18
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Soft morning light. A one-year-old child with innocent features and a shy smile, wearing a dark elegant suit, white shirt, and a small tie. The child is holding a single red rose with both hands. The background is softly blurred, resembling a dreamy romantic garden with gentle pastel tones and light breeze movement in the flowers. Add a soft, romantic instrumental background music (no lyrics). 🎙️ Audio / Dialogue: > 🟣 Off-screen voice (gentle, curious, in Moroccan Arabic, exactly as spoken, no subtitles in any language): 🩵 Child (innocent, happy tone, in Moroccan Arabic, exactly as spoken, no subtitles in any language): "شكون يستاهل الوردة من غير الوردة إلهام، كنموت عليها." 🎵 Notes: No subtitles in any language. The focus should stay on the child’s emotional expression and soft movements. The lighting and color palette should feel romantic, pure, and cinematic. Background music: gentle, emotional, and romantic — soft piano or strings. #ilham #names #الذكاء_الاصطناعي #fleur #maroc " width="135" height="240">
Soft morning light. A one-year-old child with innocent features and a shy smile, wearing a dark elegant suit, white shirt, and a small tie. The child is holding a single red rose with both hands. The background is softly blurred, resembling a dreamy romantic garden with gentle pastel tones and light breeze movement in the flowers. Add a soft, romantic instrumental background music (no lyrics). 🎙️ Audio / Dialogue: > 🟣 Off-screen voice (gentle, curious, in Moroccan Arabic, exactly as spoken, no subtitles in any language): "لمن غادي بهاذ الوردة؟" > 🩵 Child (innocent, happy tone, in Moroccan Arabic, exactly as spoken, no subtitles in any language): "شكون يستاهل الوردة من غير الوردة إلهام، كنموت عليها." 🎵 Notes: No subtitles in any language. The focus should stay on the child’s emotional expression and soft movements. The lighting and color palette should feel romantic, pure, and cinematic. Background music: gentle, emotional, and romantic — soft piano or strings. #ilham #names #الذكاء_الاصطناعي #fleur #maroc
JENSEN HUANG: «L’AI NON DISTRUGGERÀ IL MONDO» Il CEO di Nvidia ha preso una posizione nettissima contro l’allarmismo sull’intelligenza artificiale: secondo lui c’è lo 0% di possibilità che l’AI distrugga il mondo entro il 2030 e continuare a spaventare il pubblico con scenari catastrofici presentati come quasi inevitabili sarebbe irresponsabile. La sua critica riguarda soprattutto il modo in cui parliamo di questi rischi. Se un laboratorio sostiene davvero che i propri modelli potrebbero diventare incontrollabili, dice Huang, dovrebbe evitare di distribuirli finché non è in grado di controllarli. E una percentuale formulata da uno scienziato non diventa automaticamente un dato scientifico solo perché a pronunciarla è uno scienziato. Poi c’è il linguaggio. Parliamo di AI che “uccidono”, “generano figli”, “si riproducono”. Termini come kill, parent, child e spawn esistono nell’informatica da decenni. Associati all’AI, però, assumono improvvisamente un altro significato: iniziamo a immaginare intenzioni, volontà, quasi una mente dentro la macchina. Su questo penso che Huang abbia centrato un punto importante: antropomorfizziamo troppo l’intelligenza artificiale. Va anche ricordato chi sta parlando. Nvidia vende i chip che alimentano questa rivoluzione e ha enormemente beneficiato dal boom dell’AI. Huang ha quindi tutto l’interesse a contrastare una narrativa che potrebbe rallentarne lo sviluppo. Questo, però, non rende automaticamente sbagliato il suo argomento. Dove mi separo da lui è sull’idea che ridimensionare l’antropomorfizzazione ridimensioni necessariamente anche il rischio. Un sistema non ha bisogno di essere cosciente, di odiarci o di avere un’intenzione per produrre conseguenze enormi nel mondo reale. Forse il rischio più interessante dell’AI è proprio questo: potrebbe diventare estremamente potente senza esserci mai “qualcuno” dentro.
JENSEN HUANG: «L’AI NON DISTRUGGERÀ IL MONDO» Il CEO di Nvidia ha preso una posizione nettissima contro l’allarmismo sull’intelligenza artificiale: secondo lui c’è lo 0% di possibilità che l’AI distrugga il mondo entro il 2030 e continuare a spaventare il pubblico con scenari catastrofici presentati come quasi inevitabili sarebbe irresponsabile. La sua critica riguarda soprattutto il modo in cui parliamo di questi rischi. Se un laboratorio sostiene davvero che i propri modelli potrebbero diventare incontrollabili, dice Huang, dovrebbe evitare di distribuirli finché non è in grado di controllarli. E una percentuale formulata da uno scienziato non diventa automaticamente un dato scientifico solo perché a pronunciarla è uno scienziato. Poi c’è il linguaggio. Parliamo di AI che “uccidono”, “generano figli”, “si riproducono”. Termini come kill, parent, child e spawn esistono nell’informatica da decenni. Associati all’AI, però, assumono improvvisamente un altro significato: iniziamo a immaginare intenzioni, volontà, quasi una mente dentro la macchina. Su questo penso che Huang abbia centrato un punto importante: antropomorfizziamo troppo l’intelligenza artificiale. Va anche ricordato chi sta parlando. Nvidia vende i chip che alimentano questa rivoluzione e ha enormemente beneficiato dal boom dell’AI. Huang ha quindi tutto l’interesse a contrastare una narrativa che potrebbe rallentarne lo sviluppo. Questo, però, non rende automaticamente sbagliato il suo argomento. Dove mi separo da lui è sull’idea che ridimensionare l’antropomorfizzazione ridimensioni necessariamente anche il rischio. Un sistema non ha bisogno di essere cosciente, di odiarci o di avere un’intenzione per produrre conseguenze enormi nel mondo reale. Forse il rischio più interessante dell’AI è proprio questo: potrebbe diventare estremamente potente senza esserci mai “qualcuno” dentro.

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