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Mugisha Elipheleth
Mugisha Elipheleth
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Friday 30 October 2026 14:34:36 GMT
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Comments

hoziana49
hoziana :
ooh murakoze ♥️
2026-10-30 21:03:43
0
racheluituze
Rachel U :
wow wonderful song
2026-10-30 20:20:16
0
mechack.elia81
Mechack Elia :
[Red heart]
2026-10-30 18:21:14
1
nayiturikihosiane7
nayiturikihosiane :
Amen 🙏🏻🙏🏻
2026-10-30 19:42:35
1
mutuyimana.oliva6
OLIVA💕 :
Imana ishimwe nukuri
2026-10-30 20:31:27
0
dusa529
dusa :
amena
2026-10-30 18:51:34
0
niyomwungerinaome
ni Naomi :
amen 🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏🙏
2026-10-30 20:33:45
0
user3721995308353
D and A :
Amen amen
2026-10-30 19:33:26
0
user3721995308353
D and A :
Amen
2026-10-30 19:23:50
0
sylvie.nice98
Sylvie nice 🌹🌹🌹🌹🌹🌹 :
amen 🙏 🙏 🙏 🙏 🙏 🙏 🙏 🙏 🙏 🙏
2026-10-30 19:13:25
0
nu.mugisha12
Ni mugisha :
[Starry hearts][Starry hearts][Starry hearts]
2026-10-30 17:32:55
1
clemenceumub
Clèmence k2🌹 :
🫂💖
2026-10-30 18:11:24
1
user0788635482
0788635482 :
🥰🥰
2026-10-30 18:14:22
1
elipheleth2
Mugisha Elipheleth :
@inkurunziza choir 👏 amazing song
2026-10-30 18:45:09
0
nu.mugisha12
Ni mugisha :
[Heartwarming][Heartwarming][Heartwarming]
2026-10-30 17:32:50
1
user1410941613932
THIERRY 🇷🇼🇷🇼 :
🥰🥰🥰
2026-10-30 15:48:00
1
mikato2025
Mikato :
💕💕💕💕💕💕💕💕🙏🙏🙏🙏🙏
2026-10-30 19:16:42
0
prudence011
Prudence :
🥰🥰🥰
2026-10-30 20:18:49
0
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L’AI STA CAMBIANDO NOME: DA ARTIFICIAL INTELLIGENCE A SUPER INTELLIGENCE Prima cambiano le parole. Poi cambia il modo in cui guardiamo le cose. Per decenni abbiamo chiamato questa tecnologia “Artificial Intelligence”. Ora Trump vuole che il governo americano utilizzi un altro nome: “Super Intelligence”. E nel giro di pochissimo tempo quel linguaggio è comparso ovunque: Elon Musk scrive “Super Intelligence”, David Sacks parla della “Bretton Woods of Super Intelligence”, mentre Zuckerberg aveva già battezzato il suo laboratorio Meta Superintelligence Labs. Potrebbe sembrare una questione semantica. È esattamente per questo che è interessante. “Artificial” racconta l’origine dell’intelligenza: non naturale, costruita dall’uomo. Ma porta con sé anche un’ambiguità: artificiale può evocare qualcosa di sintetico, contraffatto, quasi “finto”. “Super” compie l’operazione opposta. Non dice da dove arriva quell’intelligenza. Dice dove si trova rispetto a noi: sopra. È un cambio di cornice prima ancora che di tecnologia. E naturalmente c’è anche il potere. Il governo americano è regolatore, cliente e partner di aziende che competono per contratti, infrastrutture e accesso a uno dei mercati pubblici più importanti del mondo. Questo non dimostra perché ogni CEO adotti una certa parola. Ma rende molto interessante osservare quanto rapidamente il linguaggio di Washington possa diventare quello della Silicon Valley. Il paradosso è che la “superintelligenza”, nel significato forte del termine, non esiste ancora. Ma forse nel marketing non è necessario aspettare che esista una categoria per darle un nome. A volte funziona al contrario: prima costruisci il nome. Poi aspetti che la realtà lo riempia. La Super Intelligence non è ancora arrivata. Ma il suo brand sì.
L’AI STA CAMBIANDO NOME: DA ARTIFICIAL INTELLIGENCE A SUPER INTELLIGENCE Prima cambiano le parole. Poi cambia il modo in cui guardiamo le cose. Per decenni abbiamo chiamato questa tecnologia “Artificial Intelligence”. Ora Trump vuole che il governo americano utilizzi un altro nome: “Super Intelligence”. E nel giro di pochissimo tempo quel linguaggio è comparso ovunque: Elon Musk scrive “Super Intelligence”, David Sacks parla della “Bretton Woods of Super Intelligence”, mentre Zuckerberg aveva già battezzato il suo laboratorio Meta Superintelligence Labs. Potrebbe sembrare una questione semantica. È esattamente per questo che è interessante. “Artificial” racconta l’origine dell’intelligenza: non naturale, costruita dall’uomo. Ma porta con sé anche un’ambiguità: artificiale può evocare qualcosa di sintetico, contraffatto, quasi “finto”. “Super” compie l’operazione opposta. Non dice da dove arriva quell’intelligenza. Dice dove si trova rispetto a noi: sopra. È un cambio di cornice prima ancora che di tecnologia. E naturalmente c’è anche il potere. Il governo americano è regolatore, cliente e partner di aziende che competono per contratti, infrastrutture e accesso a uno dei mercati pubblici più importanti del mondo. Questo non dimostra perché ogni CEO adotti una certa parola. Ma rende molto interessante osservare quanto rapidamente il linguaggio di Washington possa diventare quello della Silicon Valley. Il paradosso è che la “superintelligenza”, nel significato forte del termine, non esiste ancora. Ma forse nel marketing non è necessario aspettare che esista una categoria per darle un nome. A volte funziona al contrario: prima costruisci il nome. Poi aspetti che la realtà lo riempia. La Super Intelligence non è ancora arrivata. Ma il suo brand sì.

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