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ABDUlAZIZ ALHARITHI🦉
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Friday 30 October 2026 14:59:13 GMT
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reema1415161
reema🧚🏼‍♀️ :
حظك
2026-10-30 16:09:40
0
ba.a1422
البندري عبدالعزيز 📸 :
الله❣️
2026-10-30 17:52:55
0
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Bosnia, l'ultimo volo del Chinook italiano: quattro morti, undici feriti. Il dramma in pochi secondi Le immagini mostrano l'elicottero militare perdere il controllo subito dopo il decollo. A bordo quindici italiani impegnati nella missione europea Eufor Althea. Una tragedia che lascia interrogativi ai quali soltanto le indagini potranno dare risposta. di Luigi Palamara  29 ottobre 2026. Certe tragedie si consumano nel tempo di un respiro. Pochi secondi, sufficienti a separare la normalità dalla morte. È accaduto in Bosnia-Erzegovina, nei pressi di Brčko, dove un elicottero CH-47 Chinook dell'Esercito italiano è precipitato durante un'attività di routine nell'ambito della missione europea Eufor Althea. Le immagini sono impressionanti. Il grande elicottero, riconoscibile dai suoi due rotori, si solleva da terra. Sembra l'inizio di un volo come tanti. Poi qualcosa cambia. Il velivolo perde stabilità, comincia a ruotare su se stesso. Il movimento diventa incontrollato. L'elicottero si avvita, scende rapidamente e si schianta al suolo. Tutto davanti a una telecamera. Tutto in una manciata di secondi. A bordo ci sono quindici italiani. Quattro non torneranno a casa. Sono i sergenti dell'Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, appartenente al Corpo militare volontario della Croce Rossa. Gli altri undici occupanti rimangono feriti. Dietro quei nomi ci sono vite, affetti, famiglie. Persone partite per svolgere il proprio dovere lontano dall'Italia. Uomini e una donna impegnati in una missione internazionale nata per contribuire alla stabilità di una terra che conosce fin troppo bene il significato della guerra e della sofferenza. Il video racconta la dinamica visibile dell'incidente, non le sue ragioni. Mostra un elicottero che perde il controllo, ma non spiega perché. Un guasto meccanico? Un problema ai sistemi di volo? Un'altra circostanza imprevista? Sono interrogativi, non risposte. E davanti a quattro morti, le ipotesi non possono diventare sentenze. Spetterà agli accertamenti tecnici ricostruire quanto accaduto, individuare le cause e stabilire se quella tragedia avrebbe potuto essere evitata. Resta una sequenza di immagini destinata a impressionare. Un elicottero che si alza, il cielo che per un istante sembra aprirsi davanti ai suoi occupanti, poi la caduta. La cronaca registra quattro vittime e undici feriti. Ma i numeri, da soli, non raccontano mai tutto. Non raccontano il dolore di chi aspetta una telefonata, di chi vede interrompersi una vita, di chi dovrà convivere con il ricordo di quei pochi secondi. La Bosnia, ancora una volta, diventa teatro di una tragedia che riguarda anche l'Italia. E mentre si cercano le risposte, rimane una certezza: quindici persone erano salite su quell'elicottero per compiere il proprio servizio. Quattro di loro non sono tornate. Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno
Bosnia, l'ultimo volo del Chinook italiano: quattro morti, undici feriti. Il dramma in pochi secondi Le immagini mostrano l'elicottero militare perdere il controllo subito dopo il decollo. A bordo quindici italiani impegnati nella missione europea Eufor Althea. Una tragedia che lascia interrogativi ai quali soltanto le indagini potranno dare risposta. di Luigi Palamara 29 ottobre 2026. Certe tragedie si consumano nel tempo di un respiro. Pochi secondi, sufficienti a separare la normalità dalla morte. È accaduto in Bosnia-Erzegovina, nei pressi di Brčko, dove un elicottero CH-47 Chinook dell'Esercito italiano è precipitato durante un'attività di routine nell'ambito della missione europea Eufor Althea. Le immagini sono impressionanti. Il grande elicottero, riconoscibile dai suoi due rotori, si solleva da terra. Sembra l'inizio di un volo come tanti. Poi qualcosa cambia. Il velivolo perde stabilità, comincia a ruotare su se stesso. Il movimento diventa incontrollato. L'elicottero si avvita, scende rapidamente e si schianta al suolo. Tutto davanti a una telecamera. Tutto in una manciata di secondi. A bordo ci sono quindici italiani. Quattro non torneranno a casa. Sono i sergenti dell'Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, appartenente al Corpo militare volontario della Croce Rossa. Gli altri undici occupanti rimangono feriti. Dietro quei nomi ci sono vite, affetti, famiglie. Persone partite per svolgere il proprio dovere lontano dall'Italia. Uomini e una donna impegnati in una missione internazionale nata per contribuire alla stabilità di una terra che conosce fin troppo bene il significato della guerra e della sofferenza. Il video racconta la dinamica visibile dell'incidente, non le sue ragioni. Mostra un elicottero che perde il controllo, ma non spiega perché. Un guasto meccanico? Un problema ai sistemi di volo? Un'altra circostanza imprevista? Sono interrogativi, non risposte. E davanti a quattro morti, le ipotesi non possono diventare sentenze. Spetterà agli accertamenti tecnici ricostruire quanto accaduto, individuare le cause e stabilire se quella tragedia avrebbe potuto essere evitata. Resta una sequenza di immagini destinata a impressionare. Un elicottero che si alza, il cielo che per un istante sembra aprirsi davanti ai suoi occupanti, poi la caduta. La cronaca registra quattro vittime e undici feriti. Ma i numeri, da soli, non raccontano mai tutto. Non raccontano il dolore di chi aspetta una telefonata, di chi vede interrompersi una vita, di chi dovrà convivere con il ricordo di quei pochi secondi. La Bosnia, ancora una volta, diventa teatro di una tragedia che riguarda anche l'Italia. E mentre si cercano le risposte, rimane una certezza: quindici persone erano salite su quell'elicottero per compiere il proprio servizio. Quattro di loro non sono tornate. Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno

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