@syaahagordl: #galaubrutal

syash💫
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Friday 30 October 2026 21:53:02 GMT
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jssica1208
J.B.A🌼 :
07:00pm - 7:00am
2026-10-30 23:06:54
0
rifaldilingga.rif
nasi goreng.dua. :
1 menit lagi aku pikettt
2026-10-30 22:00:07
2
empos_3
empos_3 :
masih jaga
2026-10-30 21:57:57
1
m4r.0n3
iizal⚡ :
untung gua jaga bumi kalo enggak udah dijualnya sama teman gua
2026-10-30 22:23:41
1
deeeeee_nnjellllll
dekkk_bm🫩 :
wes mau bubu Udha cape jaga nya 05.49🫩🗿🗿
2026-10-30 22:49:49
0
syamsull.._
Shul_ :
ngpain jagain bumi kalau dia sama yang lain..
2026-10-30 22:30:24
0
viakecil0
🦕 :
jam12 tidur bangun jam5 kerja lagi jaga bumi
2026-10-30 22:38:25
0
muhammadhendra_023
muhammadhendra :
KLO 00:00-12:00
2026-10-30 22:25:49
0
latte.898
🌝 :
udh terlanjur pagi
2026-10-30 22:16:42
0
fakeeeakunnn6
akunfakeeyyy :
wkwk saya belum tidur lg
2026-10-30 22:38:31
0
alfaaariskii
cappucino :
saya mauu tidurrrr
2026-10-30 22:02:49
0
jeffryalpa
indJeff :
gantiin ketua dulu bre jaga bumi ketua mu tidur
2026-10-30 22:01:53
0
tiaaditya__
tiaaditya__ :
Power rangers yg ini 05:00-06:00😭
2026-10-30 22:13:57
0
kon.taktok
MiniOn :
nanggung Bru jm5:13 wb
2026-10-30 22:02:45
0
user8520176746
lone :
masih kerja ngalong🗿
2026-10-30 22:52:06
0
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GDPR e intelligenza artificiale: l’Europa apre all’utilizzo dei dati personali senza consenso. Il 21 ottobre 2026 il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato la propria posizione sul Digital Omnibus, una proposta di modifica del GDPR che potrebbe cambiare profondamente il rapporto tra cittadini, dati personali e intelligenza artificiale. Al centro c’è il nuovo articolo 88-bis, che prevede esplicitamente la possibilità di utilizzare il cosiddetto legittimo interesse come base giuridica per trattare dati personali nello sviluppo e nel funzionamento dei sistemi AI. Significa che aziende come OpenAI, Google e Meta potrebbero utilizzare determinati dati personali anche senza richiedere un consenso preventivo, purché rispettino le condizioni previste dal GDPR. Il legittimo interesse esiste già nella normativa europea. La novità è il suo riconoscimento esplicito nel contesto dell’intelligenza artificiale. La proposta mantiene obblighi di protezione, garanzie e diritto di opposizione. E soprattutto deve ancora essere negoziata con il Parlamento europeo. Ma Max Schrems, fondatore dell’organizzazione per la privacy noyb, parla di «espropriazione digitale» e denuncia il rischio di favorire proprio le grandi aziende tecnologiche che hanno già accumulato enormi quantità di dati. Qui emerge il vero paradosso. L’Europa vuole accelerare sull’intelligenza artificiale e recuperare competitività rispetto a Stati Uniti e Cina. Ma facilitare l’accesso ai dati potrebbe rafforzare ulteriormente chi ne possiede già miliardi. Sono favorevole all’accelerazione tecnologica. I dati sono una risorsa fondamentale per costruire sistemi sempre più intelligenti e utili. Ma dobbiamo discutere anche di come distribuire il valore generato da questa rivoluzione. Perché se l’intelligenza artificiale impara dalle nostre vite, conversazioni, comportamenti e conoscenze, chi dovrebbe beneficiare della ricchezza che produce? Solo chi possiede i modelli? O anche le persone che contribuiscono a renderli intelligenti? #IntelligenzaArtificiale #GDPR #Privacy #AI #UnioneEuropea
GDPR e intelligenza artificiale: l’Europa apre all’utilizzo dei dati personali senza consenso. Il 21 ottobre 2026 il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato la propria posizione sul Digital Omnibus, una proposta di modifica del GDPR che potrebbe cambiare profondamente il rapporto tra cittadini, dati personali e intelligenza artificiale. Al centro c’è il nuovo articolo 88-bis, che prevede esplicitamente la possibilità di utilizzare il cosiddetto legittimo interesse come base giuridica per trattare dati personali nello sviluppo e nel funzionamento dei sistemi AI. Significa che aziende come OpenAI, Google e Meta potrebbero utilizzare determinati dati personali anche senza richiedere un consenso preventivo, purché rispettino le condizioni previste dal GDPR. Il legittimo interesse esiste già nella normativa europea. La novità è il suo riconoscimento esplicito nel contesto dell’intelligenza artificiale. La proposta mantiene obblighi di protezione, garanzie e diritto di opposizione. E soprattutto deve ancora essere negoziata con il Parlamento europeo. Ma Max Schrems, fondatore dell’organizzazione per la privacy noyb, parla di «espropriazione digitale» e denuncia il rischio di favorire proprio le grandi aziende tecnologiche che hanno già accumulato enormi quantità di dati. Qui emerge il vero paradosso. L’Europa vuole accelerare sull’intelligenza artificiale e recuperare competitività rispetto a Stati Uniti e Cina. Ma facilitare l’accesso ai dati potrebbe rafforzare ulteriormente chi ne possiede già miliardi. Sono favorevole all’accelerazione tecnologica. I dati sono una risorsa fondamentale per costruire sistemi sempre più intelligenti e utili. Ma dobbiamo discutere anche di come distribuire il valore generato da questa rivoluzione. Perché se l’intelligenza artificiale impara dalle nostre vite, conversazioni, comportamenti e conoscenze, chi dovrebbe beneficiare della ricchezza che produce? Solo chi possiede i modelli? O anche le persone che contribuiscono a renderli intelligenti? #IntelligenzaArtificiale #GDPR #Privacy #AI #UnioneEuropea

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