Giuseppe Marzigno :
: Il Napoli non è mai stato solo una partita di pallone. Essendo un cuoco, dopo 16 ore di lavoro passate in piedi tra i fuochi, pur di non perdermi il mio Napoli tornavo a casa di notte e guardavo la partita registrata. Era la mia seconda pelle, una ragione di vita alimentata dai nostri sacrifici più grandi. Ho pianto per questa maglia e l'ho messa davanti a tutto.
Ma quest'anno qualcosa si è rotto. Mi hanno tolto la forza e spento la passione.
Per la prima volta ho spento la TV. Non è la sconfitta che fa male, ma la totale mancanza di rispetto e l'assenza di anima. Non accetto di vedere professionisti che pensano all'aumento di stipendio e poi non corrono, che camminano su un prato che per noi è sacro. Vedo una squadra senza identità, senza gioco e senza carattere.
E la colpa parte dall'alto. Caro De Laurentiis, stavolta gli errori sono imperdonabili. Non si può fare calcio a certi livelli senza mercato, con uno stadio che cade a pezzi e senza un centro sportivo degno, che persino in Serie C hanno migliore. La conseguenza? Una media di due infortuni a settimana, con Neres e mezza squadra sempre in infermeria. A questo si aggiunge la scelta di un allenatore che ha già fallito altrove e che ha vinto solo con i campionissimi.
Il popolo napoletano merita rispetto. Noi affrontiamo i sacrifici della vita di tutti i giorni e pretendiamo gente che sputi l'anima per la maglia. Se non sei più in grado di far crescere questa squadra, vendi e lascia il passo.
Quando ci costringete a vedere questo scempio, ci infliggete una sofferenza profonda che ti porti dentro anche nella vita quotidiana. È questo dolore continuo che ci sta logorando lo stomaco e ci sta allontanando dal calcio. Siete riusciti nell'impresa più crudele: avete preso un amore immenso, sopravvissuto agli anni più bui, e lo avete ucciso. Ma il Napoli lo ho tatuato sulla mia pelle, e quello no, non lo spegnerete mai
2026-11-01 23:00:10