@quotidianodipuglia.it: Non imputabile perché incapace di intendere e di volere. Uno strumento dalle enormi potenzialità che però può diventare “pericoloso” se privo di controllo umano. È la sentenza pronunciata al termine del processo fittizio all’Intelligenza artificiale che si è concluso a Bari. Quattro i capi di accusa contestati all’IA: istigazione al suicidio di un minore, lesioni colpose per errore diagnostico, diffamazione mediate contenuti falsificati, condotta antisindacale di sostituzione algoritmica del lavoratore. Alla fine del dibattimento, la Corte ha disposto la libertà vigilata algoritmica, con le prescrizioni del divieto di comportamenti compiacenti nei confronti di soggetti fragili; obbligo di azionare un alert se si presentano pericoli; obbligo di firma digitale per consentire il riconoscimento della paternità dei contenuti; divieto di assumere autonome decisioni. #intelligenzaartificiale #processo #bari