@nataliee9633: Qué bonito sería tener un hombre que me buscara porque de verdad quiere verme😘#fouryoupagee

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may.pajaro3
Amay Pajaro :
esmerenghoy hahaha
2026-11-05 20:39:47
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Un delitto efferato e atroce, prima picchiato violentemente a bastonate, e poi soffocato con un cuscino: così ha perso la vita il 56enne milanese Paolo Vaj, nella notte tra il 18 e il 19 luglio del 2019 a Vittorio Veneto. L'uomo si era allontanato dalla casa dove viveva con la moglie, Roberta Bencini, per iniziare nel 2017 una convivenza con due donne in Veneto, le stesse che dopo due anni lo avrebbero ucciso. Lo scorso anno Patrizia Armellin, all'epoca 52 anni, e la 24enne all'epoca Angelica Cormaci, sono state condannate in via definitiva rispettivamente a 24 e 16 anni di reclusione. Al centro dell'omicidio c'erano alcune polizze assicurative, in una di queste, di circa 310 mila euro, Paolo Vaj aveva indicato come unica beneficiaria proprio la Armellin, che però in quanto responsabile diretta della sua morte non avrebbe potuto in nessun caso incassare la polizza, per le leggi italiane. A quel punto Roberta Bencini, difesa dagli avvocati Nicodemo Gentile e Daica Rometta, ha chiesto alla compagnia assicurativa i 310 mila euro della polizza, in qualità di unica erede della vittima. Ma nei giorni scorsi il Tribunale di Siena, competente per territorio perché Roberta Bencini (che ha scritto anche un libro su questa tragedia La versione di Paolo, Edizioni Helicon di Arezzo) vive e risiede da tempo a Poggibonsi, ha rigettato le sue richieste, condannandola anche a pagare circa 9 mila euro di spese. Per i giudici senesi la polizza è nulla e non può essere incassata da nessuno, «perché il beneficiario ha ucciso l'assicurato». Il movente dell'omicidio per i giudici che hanno condannato le due donne e conviventi della vittima, sarebbero proprio i soldi delle polizze assicurative, una delle quali intestata alla Armellin. 👉🏻 Leggi l'articolo completo di Vincenzo Brunelli sul Corriere
Un delitto efferato e atroce, prima picchiato violentemente a bastonate, e poi soffocato con un cuscino: così ha perso la vita il 56enne milanese Paolo Vaj, nella notte tra il 18 e il 19 luglio del 2019 a Vittorio Veneto. L'uomo si era allontanato dalla casa dove viveva con la moglie, Roberta Bencini, per iniziare nel 2017 una convivenza con due donne in Veneto, le stesse che dopo due anni lo avrebbero ucciso. Lo scorso anno Patrizia Armellin, all'epoca 52 anni, e la 24enne all'epoca Angelica Cormaci, sono state condannate in via definitiva rispettivamente a 24 e 16 anni di reclusione. Al centro dell'omicidio c'erano alcune polizze assicurative, in una di queste, di circa 310 mila euro, Paolo Vaj aveva indicato come unica beneficiaria proprio la Armellin, che però in quanto responsabile diretta della sua morte non avrebbe potuto in nessun caso incassare la polizza, per le leggi italiane. A quel punto Roberta Bencini, difesa dagli avvocati Nicodemo Gentile e Daica Rometta, ha chiesto alla compagnia assicurativa i 310 mila euro della polizza, in qualità di unica erede della vittima. Ma nei giorni scorsi il Tribunale di Siena, competente per territorio perché Roberta Bencini (che ha scritto anche un libro su questa tragedia La versione di Paolo, Edizioni Helicon di Arezzo) vive e risiede da tempo a Poggibonsi, ha rigettato le sue richieste, condannandola anche a pagare circa 9 mila euro di spese. Per i giudici senesi la polizza è nulla e non può essere incassata da nessuno, «perché il beneficiario ha ucciso l'assicurato». Il movente dell'omicidio per i giudici che hanno condannato le due donne e conviventi della vittima, sarebbero proprio i soldi delle polizze assicurative, una delle quali intestata alla Armellin. 👉🏻 Leggi l'articolo completo di Vincenzo Brunelli sul Corriere

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