@nettoh_koshien: 聖地を沸かす豪快な一打! #智弁和歌山 #楠本龍生 の大会第7号ホームラン! ⚾ーーーーーーーーーー⚾️ #熱闘甲子園 本日よる11時10分~ ⚾ーーーーーーーーーー⚾️ #熱闘甲子園2026 #高校野球 #甲子園 #斎藤佑樹 #ヒロド歩美

熱闘甲子園
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Thursday 20 August 2026 02:09:40 GMT
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Comments

geometric33
geometric :
プロにならんくても一生自慢出来る。
2026-08-20 03:04:57
1497
wwwwwwww5278
まんじゅうこわい :
高校生がインロー152キロを確信ムラン。ほぼイキかけました
2026-08-20 02:35:50
2018
tansindao
tanashin :
さすが170キロで練習してる成果出たな笑
2026-08-20 03:07:09
524
kosukxluacx
とあ :
歴代甲子園No.1ホームランだわ
2026-08-20 04:30:07
422
sou82352
sou :
ただ単に智弁の打線がえぐいだけ
2026-08-20 02:31:09
848
nogiota_monkey
モンキー🐒 :
この一発で完全に流れ持っていったなぁ
2026-08-20 02:14:57
327
user79691268167082
ゴリラ :
織田から打つのは本物やな
2026-08-20 03:14:29
78
tjmpm
ま :
織田から確信歩きはかっこよすぎる
2026-08-20 02:42:55
219
_5o2k.o7
くぅちゃん :
前ファインプレーしまくって今回はホームラン打つとかバケモンやん
2026-08-20 02:14:27
207
uniiiii62
さくしょん :
楠本くん守備もやべえしドラ1やろなこれ
2026-08-20 04:28:36
64
user6176514974476
、 :
智辯前日に174kmのマシーン打ってたらしい笑笑笑笑笑笑笑
2026-08-20 07:40:09
20
eito6189
eito :
近藤健介みたい
2026-08-20 04:53:05
6
userxrinxzrusrv
X :
智弁くんが強すぎるんよ
2026-08-20 06:07:36
44
user7557811695249
あいうえお・フォロー中 :
予言します今年は智辯が勝ちます
2026-08-20 04:03:09
11
yuuki.yodadayo
与田祐希だよ :
ドラフト指名競合しそうやね
2026-08-20 08:32:46
6
kira.5015
kanas :
社の投手が如何に打ちにくかったか
2026-08-20 03:44:23
7
hey925563
かえる :
昔のバットだと準決勝なら大会40号ぐらい打ってたのにね。やっぱりホームランが多いと盛り上がるよね
2026-08-20 02:35:15
0
buriburi017
🐽 :
投げすぎだよね。そりゃ打たれるよ智弁の打線エグいし
2026-08-20 04:18:02
10
otomeno0choushikun
乙女な調子くん :
僕の予想が当たってて草。横浜優勝って言ってた人たち息してる?
2026-08-20 02:27:09
14
kazu.kazu1228
kazu.kazu💍🤍 :
楠本のドラ1あり得る?あるとしたらどこら辺が指名しそう?
2026-08-20 05:59:45
9
.s89437
vivivi :
今大会ホームラン全然出てない?
2026-08-20 03:14:55
97
dyqhswjdtbjy
dyqhswjdtbjy :
準決勝まできて7本目...
2026-08-20 02:19:18
20
.yasu_japan
YASU🇯🇵 :
この人プロになる?
2026-08-20 02:49:56
41
taiyou103
みかん :
逆にホームラン少ない方が面白いな。このホームラン一本で流れが変わる。
2026-08-20 03:21:28
8
user830654630812
まはる :
智弁打線まじでヤバすぎるな
2026-08-20 03:13:31
7
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Alle 3.36 del 24 agosto 2016 Andrea Sebastiani stava dormendo. Aveva 44 anni, un turno di lavoro finito da poche ore, la moglie accanto e un cagnolino appena preso in casa. Da sedici anni viveva ad Amatrice. Lui, reatino di nascita, ci si era trasferito nel 2000 per lavoro e lì aveva costruito tutto: la casa, la famiglia, i figli, una vita intera. Infermiere dell'Ares 118 e soccorritore del Cnsas, la stazione di Rieti distaccata proprio ad Amatrice, quella notte non era in servizio. Dieci minuti dopo, lo sarebbe stato per le tredici ore più lunghe della sua vita.  «Devi scegliere lì, tra chi deve vivere o chi deve morire», dice a voce bassa dieci anni dopo, come se quella frase gli fosse rimasta incollata addosso insieme alla polvere di quella notte. Non è un modo di dire. È quello che ha dovuto fare davvero, con le mani nude, tra le macerie del paese che non gli riesce di lasciarsi alle spalle.  Quando la terra ha iniziato a tremare, Andrea ha reagito d'istinto: «Ho sentito la scossa e ho subito acceso la torcia che tenevo sul comodino». Una torcia e un telefonino tenuti sempre a portata di mano dopo il terremoto dell'Aquila. Un'abitudine che quella notte si sarebbe rivelata decisiva. Ha messo la moglie sotto al letto, si è messo accanto a lei, e ha aspettato. «Continuavo a dirle: zitta, zitta, zitta. Come se il nostro silenzio potesse impedire alla scossa di farci del male», ricorda. Fuori dalla porta il cane guaiva e cadeva per le scale, mentre tutt'intorno si sentivano crolli. La scossa «interminabile» è durata secondi che sembravano non finire mai. La casa ha retto. Quando è tornata la corrente, Andrea e la moglie si sono vestiti in fretta con i primi pantaloni trovati e sono scesi in strada. Nello stesso pianerottolo, due vicine anziane erano chiuse nei loro appartamenti, le porte bloccate dal sisma. Le ha sfondate a spallate, senza pensarci. ✒️ L'articolo completo su Leggo.it e nel link in bio #Leggo
Alle 3.36 del 24 agosto 2016 Andrea Sebastiani stava dormendo. Aveva 44 anni, un turno di lavoro finito da poche ore, la moglie accanto e un cagnolino appena preso in casa. Da sedici anni viveva ad Amatrice. Lui, reatino di nascita, ci si era trasferito nel 2000 per lavoro e lì aveva costruito tutto: la casa, la famiglia, i figli, una vita intera. Infermiere dell'Ares 118 e soccorritore del Cnsas, la stazione di Rieti distaccata proprio ad Amatrice, quella notte non era in servizio. Dieci minuti dopo, lo sarebbe stato per le tredici ore più lunghe della sua vita. «Devi scegliere lì, tra chi deve vivere o chi deve morire», dice a voce bassa dieci anni dopo, come se quella frase gli fosse rimasta incollata addosso insieme alla polvere di quella notte. Non è un modo di dire. È quello che ha dovuto fare davvero, con le mani nude, tra le macerie del paese che non gli riesce di lasciarsi alle spalle. Quando la terra ha iniziato a tremare, Andrea ha reagito d'istinto: «Ho sentito la scossa e ho subito acceso la torcia che tenevo sul comodino». Una torcia e un telefonino tenuti sempre a portata di mano dopo il terremoto dell'Aquila. Un'abitudine che quella notte si sarebbe rivelata decisiva. Ha messo la moglie sotto al letto, si è messo accanto a lei, e ha aspettato. «Continuavo a dirle: zitta, zitta, zitta. Come se il nostro silenzio potesse impedire alla scossa di farci del male», ricorda. Fuori dalla porta il cane guaiva e cadeva per le scale, mentre tutt'intorno si sentivano crolli. La scossa «interminabile» è durata secondi che sembravano non finire mai. La casa ha retto. Quando è tornata la corrente, Andrea e la moglie si sono vestiti in fretta con i primi pantaloni trovati e sono scesi in strada. Nello stesso pianerottolo, due vicine anziane erano chiuse nei loro appartamenti, le porte bloccate dal sisma. Le ha sfondate a spallate, senza pensarci. ✒️ L'articolo completo su Leggo.it e nel link in bio #Leggo

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