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روابـي نـايـف
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Wednesday 16 September 2026 10:30:52 GMT
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La levatrice - Bibbiana Cau ❤️ La levatrice mi ha colpita moltissimo. Mallena mi è entrata nel cuore. Per la sua forza e per le sue fragilità, per la sua capacità di prendersi cura delle altre donne, di conoscerne i corpi, i dolori e i segreti. Perché possiede un sapere che nessun titolo le riconosce e perché, se fosse nata uomo, probabilmente avrebbe potuto studiare, diventare medico, scegliere liberamente chi essere. Ma Mallena lotta anche per se stessa. E lotta per il suo grandissimo amore, Aquila, suo marito. Un amore scelto, difeso, inseguito contro le convenzioni e contro quello che gli altri avrebbero voluto per lei. Perché Mallena non è soltanto una donna che si sacrifica per gli altri: è una donna che pretende il diritto di scegliere anche la propria felicità. Intorno a lei ci sono maternità, violenza, guerra, segreti, tradizioni, uomini capaci di gesti terribili e donne che, invece, imparano a sostenersi. Ed è forse questa la cosa che ho amato di più: non l’idea della donna invincibile che può farcela da sola, ma quella delle donne che si uniscono e diventano più forti insieme. “Abbiamo avuto tanti dispiaceri, ma hai ragione, insieme pare di poterli affrontare meglio.” Io ho un debole per le storie di donne così. Imperfette, coraggiose, innamorate, spaventate. Donne che aiutano altre donne, ma che a un certo punto imparano a lottare anche per se stesse. Perché forse sono proprio le donne che non riescono a stare dentro le regole scritte dagli altri quelle che, un pezzetto alla volta, riescono a cambiare il mondo. La levatrice è stata una lettura potente. Una di quelle che, per me, lasciano il segno.
La levatrice - Bibbiana Cau ❤️ La levatrice mi ha colpita moltissimo. Mallena mi è entrata nel cuore. Per la sua forza e per le sue fragilità, per la sua capacità di prendersi cura delle altre donne, di conoscerne i corpi, i dolori e i segreti. Perché possiede un sapere che nessun titolo le riconosce e perché, se fosse nata uomo, probabilmente avrebbe potuto studiare, diventare medico, scegliere liberamente chi essere. Ma Mallena lotta anche per se stessa. E lotta per il suo grandissimo amore, Aquila, suo marito. Un amore scelto, difeso, inseguito contro le convenzioni e contro quello che gli altri avrebbero voluto per lei. Perché Mallena non è soltanto una donna che si sacrifica per gli altri: è una donna che pretende il diritto di scegliere anche la propria felicità. Intorno a lei ci sono maternità, violenza, guerra, segreti, tradizioni, uomini capaci di gesti terribili e donne che, invece, imparano a sostenersi. Ed è forse questa la cosa che ho amato di più: non l’idea della donna invincibile che può farcela da sola, ma quella delle donne che si uniscono e diventano più forti insieme. “Abbiamo avuto tanti dispiaceri, ma hai ragione, insieme pare di poterli affrontare meglio.” Io ho un debole per le storie di donne così. Imperfette, coraggiose, innamorate, spaventate. Donne che aiutano altre donne, ma che a un certo punto imparano a lottare anche per se stesse. Perché forse sono proprio le donne che non riescono a stare dentro le regole scritte dagli altri quelle che, un pezzetto alla volta, riescono a cambiare il mondo. La levatrice è stata una lettura potente. Una di quelle che, per me, lasciano il segno.

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